Lavorava nella mia città un uomo,
con la barba bianca e i capelli anche bianchi,
non era vecchio
dimostrava tutti gli anni che aveva
e di averli vissuti con pienezza.
Durante il giorno andava in ufficio
quando era libero dava forma ai suoi sogni.
Progettava e costruiva mobili.
Avevano forme bizzarre
erano fantastici e stupivano
come illusioni
pieni di colori
e di luci, quando li aprivi.
Da mesi preparava una grande credenza
con le ante viola e i piedini verdi
a forma di zampe di papera
si sentiva la musica
quando tiravi i cassetti.
C’erano nascondigli e doppifondi
all’interno di quei mobili
dove potevi mettere i tuoi segreti
chiudere le serrature e scordartene
come se non fossero mai esistiti.
È lì che ho lasciato il mio passato.
Nel mobile arancione che c’è in soggiorno.

 

 

Altre poesie:

Avevo un nonno | C’e’ un uomo | Per Alberto Casiraghi | Per Fausto Taiten Guareschi | Tengo d’occhio le nuvole | Angeli | Occhi che vedeste