Avevo un nonno alto e magro
e uno alto e imponente,
uno era pallido e portava il cappello
l’altro era rubizzo e respirava a fatica,
uno mi guardava giocare e mi metteva sull’asino
l’altro toglieva il suo orologio dal taschino
ne apriva il coperchio
per farmi sentire il rumore,
uno lavorava nei boschi
in mezzo al cielo,
l’altro scavava nella terra al buio
cercava non so più cosa,
uno parlava serio di problemi che non capivo
aveva la stalla piena di animali
era l’ultimo di tredici fratelli
e suonava la fisarmonica
quando era giovane,
l’altro sorrideva sornione
e parlava poco
era emigrato in Francia
aveva cinque figli tutti maschi
e una moglie con gli occhi splendenti.

Era bello averli tutti e due.

 

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